Terra di uomini liberi - Liliana Lazar

Titolo : Terra di uomini liberi
Autore : Liliana Lazar
Titolo originale : Terre des Affranchis
Anno di uscita : 2011 - MarcoTropea collana i narratori

Trama: Slobozia, teatro di questa vicenda, è una cittadina di 1100 abitanti, situata in Romania. La narrazione prende inizio negli anni '80 nel periodo immediatamente precedente l'inizio del Regime di Ceauşescu e prosegue oltre esso, dopo la caduta del dittatore.
 Il lago nei pressi di Slobozia(reale protagonista del romanzo), ribattezzato Fossa dei Leoni e la zona circostante sono i luoghi dove maggiormente prende piede la superstizione a causa di un evento storico, che ha visto il lago divenire la tomba di centinaia di soldati turchi, abbattuti da Re Stefano il Grande. Da allora (quasi) nessuno si avvicina troppo al lago, terrorizzato all'idea che una delle superstizioni che lo circonda (avvistamento di moroï, spiriti malvagi e via discorrendo) possano verificarsi. 
La famiglia Luca, ignara o senza curarsi della superstizione che aleggia intorno alla Fossa dei Leoni, si stabilisce nei paraggi del lago. La casa dei Luca è povera, il capofamiglia Tudor è un ex minatore invalido, (a seguito di un incidente che gli ha portato via una gamba) che trascorre il suo tempo a ubriacarsi e picchiare sua moglie e i suoi figli. Ana, sua moglie, è una donna riservata e dimessa, che sopporta tutto con l'aiuto del Signore. I piccoli Luca, Victor e sua sorella Eugenia, crescono come emarginati e senza amicizie, lontano dalla città e dai suoi abitanti ma vicini al lago e alla sua protezione. Il lago di Slobozia è l'odiosamato luogo di riunione e dispersione del paese. Nel quale puntualmente viene a galla un cadavere o un segreto inconfessabile..
Recensione: Il romanzo, pur narrando di omicidi, redenzioni, del regime comunista soppressivo e delle popolazioni avvolte nell'ignoranza e soggiogate ad essa, vede come reali protagoniste tre "prime donne": la religione, la superstizione e la politica.

  • La religione è  da un lato perseguitata, per la sua impegnata lotta alla repressione e alla censura culturale posta in essere dal regime; dall'altro lato diviene persecutrice nei panni dei preti (non tutti per fortuna) corrotti e poco fedeli alla religione che professano.
  • La superstizione fa un pò fa padrone, accomuna tutti, i più ferventi credenti e i più agguerriti sostenitori del regime. Essa funge un po' da collante nella vicenda. Tutti hanno timore di Ismael, lo stregone del paese, ma dalla maestra al prete, tutti si rivolgono a lui per risolvere problemi terreni e vicende personali. Egli vive emarginato eppure sopravvive a dispetto di chi lo teme e di chi lo evita, lo cerca o lo odia. Egli incarna la superstizione stessa, come lei, Ismael vive nascosto tra gli alberi, emerge dal nulla, sussurra nel buio, istiga, promette e mantiene amaramente promesse e sortilegi di vario genere. In Ismael vediamo comparire anche Old Nick, come lo chiamavano gli inglesi, basti pensare all'episodio della Mandragola, chiaro riferimento Machiavellico.
  • La politica poi è il placebo da somministrare ora agli uni ora agli altri, l'oppio delle masse per accontentare e rinvigorire ora l'una ora l'altra fazione ma che infine intende solo schiacciare i deboli e lusingare i potenti. Essa fa da ombra oscura, è un ostacolo alla divulgazione della cultura e alla libertà. Crudele l'immagine delle torture che seppur per un breve momento fanno la loro comparsa in questo meraviglioso romanzo.


In soldoni: Non voglio svelare molto della trama. Pensate a un lago, maledetto, attorno al quale si aggirano spettri e leggende spaventose. Immaginate che intorno a questo lago alcune coppiette temerarie si appartano per stare soli. Aggiungeteci un' ombra scura che vive nascosta nei boschi e che vaga nelle tenebre in cerca di libertà. Un prete sedizioso, dei vangeli da divulgare e nascondere, adùlteri, amanti, omicidi, alienazione, superstizione e leggende tipiche della terra di Ceauşescu (che ahimè molti ignorano). Il fascino di queste leggende e questi riti non sono che lo specchio di una popolazione e una cultura dal carattere antico ma sempre più teso al moderno. Da non perdere. Un romanzo col quale venire a conoscenza di realtà a noi lontane e perlopiù sconosciute: superstizione e leggende rumene, la storia, la religione e il regime comunista, e al contempo la storia di Victor, Eugenia, Ana, Ismael, Tudor, Anita e molti altri personaggi coi loro difetti e i loro vizi, oltre che le loro debolezze. Uno scorcio di umanità, che sbaglia, prega e cerca di riemergere dalle tenebre del dolore.

Autore: Liliana Lazar nasce nel 1972 in Romania. Ha vissuto per molti anni nella foresta di Slobozia (che poi da il nome al romanzo, slobozia è per l'appunto, la terra degli uomini liberi) . Naturalizzata francese, con questo suo primo romanzo ha vinto decine di premi. 

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