Body Art - Don DeLillo

Come dire e non dire. Prima di cominciare a parlarvi della mia opinione su questo libro, devo confessarvi che non sarà facile. E che con ogni probabilità non riuscirò a renderne l'idea, ne a rendergli giustizia. 

Don DeLillo per la prima volta. Non avevo mai letto nulla di suo, nonostante in molti mi avessero parlato bene di lui e della sua formidabile penna. La "scena" si apre su una mattinata. Il risveglio per la colazione. Una coppia, marito e moglie, seduti in cucina. Una coppia, si, eppure separati in qualche modo. Esiste una sottile linea di demarcazione tra l'uno e l'altra. A partire dai riti quotidiani. Il giornale è di Lauren; i toast sono di Rey. E serve cuocerli due volte per renderli appetibili. E la radio è per Rey che non l'ascolta, però la tiene accesa. Un confine trasparente, eppure netto, tra i due. Forse un presentimento. Lauren assaggia un toast con un fico e nell'assaporarlo chiude gli occhi, come se fosse una bambina che si abbandona completamente al senso del gusto, senza volerlo contaminare con la vista, senza volersi distrarre col mondo circostante, ma volenterosa di rendersi pienamente consapevole di ciò che le sue papille assaporano. Una mattina. La quotidianità. Poi la morte di Rey. Non è uno spoiler. E' solo l'inizio di tutto. Da questo momento in poi il romanzo diviene "intimista". Conosciamo la solitudine e il dolore di Lauren ma non attraverso le sue lacrime. Lo comprendiamo da come si muove per casa, alla ricerca di concentrazione. Immersa nell'osservazione attenta di ogni proprio gesto quotidiano. Come per distrarsi. Un'acuta osservazione del mondo circostante, come se lo scoprisse per la prima volta :
   "e guardò davvero, per la prima volta, la scatola del pane grattuggiato, la vide sul serio e capì che cosa conteneva, ed era pane grattuggiato"
   Lauren sembra riflettere sulle cose più ovvie come se solo ora riuscisse a vederle. I giorni, il tempo scorre intorno a lei senza che se ne accorga "Uno sguardo alla finestra ed era notte, sempre all'improvviso". Il tempo le piomba addosso. Il programma di Lauren sembra essere "organizzare il tempo fino a quando non avrebbe potuto ricominciare a vivere".
Non è un romanzo su una donna che piange, ma sulle sue riflessioni. Viviamo sempre nella sua testa , nei suoi pensieri, tra le sue sensazioni, percezioni e poco nelle sue azioni. 
Ho avuto la sensazione di trovarmi a teatro. Seduta
 in mezzo al pubblico, con gli occhi avidi e la bocca
serrata, per paura di lasciar andare anche solo un
sospiro e rischiare di perdermi parte del dialogo...
   DeLillo ci fa "accomodare" in Lauren grazie anche ad alcuni "escamotage" letterari. Blocca i pensieri. A chi non capita di voi, di pensare a qualcosa e di essere "bloccati" da un altro pensiero che attraversa. Vi faccio un esempio: "Respirare a fondo. Dove si trova. Respirare a fondo e calmarmi. Dove si trova la pentola."(esempio scemo ideato dalla sottoscritta sotto effetto di...sonniferi :D. Blocca i pensieri come realmente accade. (Ve ne eravate mai accorti?). E' una sorta di metapensiero: "in un certo senso. Cos'è in un certo senso?". Riflette sulla riflessione stessa. 
   A volte DeLillo si discosta dalle riflessioni, prende le distanze da Lauren, per fermarsi a descrivere l'esterno. Quel mondo circostante che ancora vive. Per ricordare al lettore, fatalmente, irrimediabilmente immerso nelle sue riflessioni che il il mondo esiste e che il relativo tempo scorre leggero, in punta di piedi, forse, ma scorre.
   E le domande che rivolge al proprio interlocutore: "Sai di cosa parlo quando dico Rey" sembrano quasi domande rivolte a se stessa. Come se, presa ormai dai suoi pensieri, non fosse certa di ricordare il marito e la sua morta che hanno innescato la girandola di pensieri e la sua nuova vita all'interno di essi. Non riuscirete a distinguere l'interlocutore, se egli sia, in effetti, o semplicemente appaia. Uno sconosciuto che parla con la voce di Rey e ripete le sue stesse identiche frasi. Lauren ha la necessità di dargli un nome, anche se non ha mai usato il nome Rey per rivolgersi a suo marito...
   Lauren in fondo ha la capacità di vestire i panni dell'altro. E' il suo lavoro. Interpretare, impersonare. Sdoppiarsi e parlare con la voce grave di un uomo e realizzare inquadrature, spostare scene come faceva Rey, un regista e sceneggiatore. Lauren piega il proprio corpo, fisicamente con lo stretching quotidiano e in qualche modo psicologicamente, calandosi nell'altro. 
E' davvero complicato per me definire questo romanzo. Intenso, interiore. Vi resta qualcosa nella pancia alla fine. DeLillo descrive il dolore non per come è, ma per come lo si percepisce. 

Se foste interessati su amazon lo trovate qui:


Voto : 8/10 
Intenso.




Commenti

  1. bella recensione...hai usato parole strepitose(sospiro)..lo segno ..da leggere...

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    1. ho fatto fatica, non riuscivo a trovare le parole...grazie mille per il complimento :)

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  2. mi ha molto stupito la tua recensione.. mi ha fatto capire che è da un po' che cercavo un libro del genere da leggere, sei stata bravissima!
    p.s. hai scritto morta a un certo punto.. intendevi quello o morte? XD

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    1. grazie, sei molto gentile, ho fatto una fatica della matrioska...è stato difficile..si, ho fatto un pasticcio tra morta e morte... XD grazie per essere passata :)

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  3. Medito su DeLillo da un po' ma forse volevo puntare su Cosmopolis, farò un pensierino anche su questo. Comunque la recensione mi è piaciuta! :)

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    1. Grazie, sei gentilissima, ho atto molta fatica ad esprimere la mia opinione su questo libro. E' molto intimo, ecco. Da quello che ho capito questo si discosta dagli altri di DeLillo. Comunque credo che leggerò Cosmopolis. :) grazie della visita :)

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  4. <3 già te l'ho detto ma... che recensione! *_*

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    1. tu sei troppo buona, comunque grazie per averlo letto ed essere passata di qui :)

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    2. no, non dire che sono troppo buona. lo penso davvero. *_*

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  5. Che bella recensione *^* Di solito non lo guarderei neppure, non è il mio genere ma con le parole che hai usato mi hai incuriosita. Da leggere e finisce il WL ;)

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  6. grazie sei gentilissima...a questo punto spero che ti piaccia. Non è una lettura facile, è "introspettiva" direi. Ti spinge a guardare e guardarti dentro. :)

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